Introduzione

In questa sezione si ritrovano raccolti articoli di giornali e materiali vari, come video, immagini, reportage, considerati utili per una riflessione volta ad approfondire i molteplici riflessi sul rapporto tra fede e mondo contemporaneo.

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Anno 2018/2019 - Racconti di fede

Germaine Necker De Stael (1766-1817) | Riflessioni sulla morte

Nata a Parigi, figlia del celebre ministro francese, fu educata severamente dalla mamma, che a 11 anni la faceva già assistere alle conversazioni cui partecipavano Buffon, Grimm e altri personaggi del tempo. Sposò il barone De Stael-Holstein, che divenne poi ambasciatore a Parigi. Nel 1797, caduta in sospetto al governo rivoluzionario, fu costretta a rifugiarsi in Svizzera, dove scrisse il romanzo Corinne, che ebbe un immenso successo. In seguito alla pubblicazione dell'Allemagne, nel 1810 dovette fuggire: si recò in Russia, Svezia, Inghilterra, cospirando sempre contro la tirannide rivoluzionaria, finché, rientrata a Parigi nel 1815 dopo la caduta di Napoleone vi morì 2 anni dopo.

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San Bernardo di Chiaravalle (1091-1153) | La morte del fratello

Nato presso Digione, giovanissmo entrò nell'Ordine Cistercense (un Ordine fondato nel 1098 dall'abate Roberto di Molesme allo scopo di restituire la primitiva austerità alla regola benedettina), al quale dette un potentissimo impulso. Nel Concilio di Etampes sostenne Innocenzo II contro l'antipapa Anacleto II, e in quello tenutosi a Sens, nel 1140, ottenne la condanna di Abelardo. Per la sua grande eloquenza fu chiamato doctor mellifluus: predicò la seconda Crociata e tra i più strenui difensori del dogma. È autore di alcuni trattati teologici, di un ricchissimo epistolario e di molti sermoni.

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Victor Hugo (1802-1885) | Eroismo dell'obbedienza

Nato a Besancon, figlio e nipote di generali napoleonici, entrò nella carriera letteraria a 17 anni, subendo l'influsso di Chateaubriand e di Lamartine. Poeta, romanziere, drammaturgo, critico, giornalista, divenne ben presto il capo del romanticismo liberale. È una dele personalità più vigorose della letteratura francese e nella sua vastissima opera si riflettono le migliori aspirazioni della sua epoca. Dal maggior romanzo di Hugo, I miserabili, riportiamo due episodi tra i più penetranti e commovmenti. Nel primo Jean Valjean, il forzato uscito dal bagno penale, giunge nella casa del vescovo di Digne e vi è accolto come solo un santo può ricevere un disgraziato. Nel secondo egli deruba un essere più povero di lui ed è poi attanagliato dal rimorso.

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Anonimo (sec. XIII) | Il convito di madonna Povertà

Il Sacrum commercium Beati Francisci cum domina Pauperate è, molto probabilmente, il primo libro francescano (i più autorevoli codici recano la data del Luglio 1227). Fu attribuito a Giovanni Parenti, a Giovanni da Parma, a Giovanni Peckam, ma l'autore più attendibile - secondo il Cosmo - è "quel Cesario che per la sua dottrina ebbe da Francesco l'incarico di adornare di autorità la Regola quale si era venuta formando tra l'approvazione orale di Innocenzo III e il capitolo del 1221". Di questa incantevole allegoria (il Commercium, osserva ancora il Cosmo, è un compimento della Regola in quanto insegna per immagini quelo che la Regola prescrive per formule) riportiamo la parte più bella, quella che si potrebbe veramente definire la chiave di volta della primitiva idealità francescana.

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Anonimo (sec. XIV) | Il lupo d'Agobio

Un anonimo frate francescano, nella seconda metà del Trecento, tradusse in volgare alcuni capitoli degli Atti di san Francesco e dei suoi compagni , apparsi in lingua latina all'inizio di quel secolo e nei quali era conservato il meglio della tradizione orale dei fatti che si riferivano al Santo di Assisi ed ai suoi primi compagni. La scelta, o florilegio, diede il nome di Fioretti alla raccolta che traduce la cronaca in pura poesia. Disse Francesco Flora che la letteratura italiana possiede libri più grandi ma nessuno più caro alla nostra anima.

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Ivan Serghievic Turgheniev (1818-1883) | L'elemosina - Il mendicante

Nato a Orel da nobile famiglia decaduta, studiò a Mosca, Pietroburgo e Berlino. Dopo alcune liriche, poemetti e scene drammatiche, si affermò con i racconti riuniti sotto il titolo di Memorie di un cacciatore, che ebbero anche una notevole importanza sociale. Scrisse in seguito vari romanzi (tra cui il famoso Padri e figli), molti altri racconti, e nel 1878 alcune Poesie in prosa.

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Pedro De Rivadeneira (1527-1611) | Vocazione di Sant'Ignazio

Nacque a Toledo. Recatosi a Roma al servizio del cardinale Farnese, vi conobbe Ignazio di Loyola. Entrò a far parte della Compagnia di Gesù nel settembre 1540, quando ancora non era stata approvata dal pontefice Paolo III Farnese. Fu per un certo tempo segretario del Loyola, il quale amava confidarsi con lui. Viaggiò per l'Europa. Ebbe varie cariche nella Compagnia di Gesù. Sue opere principali: ida de san Ignacio de Loyola, Vida de san Francisco de Borgia, Flos Sanctorum, Historia del cisma de Inglaterra, Tratado de la tribulacion.

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Luigi Pirandello (1867-1936) | Padron Dio

Nato ad Agrigento, laureatosi in Lettere all'Università di Roma, lavorò per la scuola media e per i giornali sotto il pungolo del bisogno. Solo tardi, quasi quarantenne, lo raggiunse la notorietà, dopo i suoi primi romanzi e libri di novelle. Ma la fama, anche internazionale, egli doveva conoscere dopo la sua fortunata e abbondante produzione teatrale. Ebbe il Premio Nobel per la Letteratura (1934). Morì a Roma, desiderando funerali di francescana umiltà. La sua forte ed originale personalità artistica si manifesta in modo particolare nelle novelle, che compose in gran numero, nutrite di una singolare conoscenza dell'umanità, di un senso tragico, che ha sovente del religioso, come in quella che proponiamo.

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Anatole France (1844-1924) | Il giocoliere della Madonna

Francois-Anatole Thibault, che trasse lo pseudonimo Anatole France dalla pronuncia angioina del proprio primo nome, nacque a Parigi e fin da giovane visse nel mondo dei letterati e dei libri. Scrittore versatile di romanzi, novelle, saggi letterari, per le sue tendenze umanitarie e il suo spirito caustico, la cura dello stile, fu ritenuto continuatore dell'Illuminismo settecentesco. Egli subì l'influsso razionalista della Terza Repubblica, eppure attraverso le vie della commozione lirica egli conobbe momenti di schiettà spiritualità, come nel racconto che pubblichiamo, in cui è delicatamente rivissuta una vecchia leggenda medioevale.

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Archimandrita Spiridione (sec. XIX) | Il maestro ai lavori forzati

Nel Gennaio 1916 cominciò a pubblicarsi a Kiev una rivista mensile (Il pensiero cristiano), coraggiosa, aperta alle migliori ricerche religiose, a cui collaboravano non solo gente di chiesa, ma anche filosofi, storici, scrittori. Essa cessò le pubblicazioni dopo meno di due anni, ma nel frattempo aveva presentato un documento di eccezionale interesse: le memorie dell'archimandrita Spiridione. Nato nel 1875, figlio di poveri contadini, dopo aver peregrinato attraverso la Russia, la Turchia, visitati i monaci del Monte Athos, divenne sacerdote e fu inviato in missione fra gli indigeni, che ancora vivono in certe parti della Siberia, presso i detenuti della prigione di Cita ed i forzati del bagno penale di Nercinsk. I racconti che egli fa di quel mondo di dannati possono ben star a pari delle Memorie di una casa morta di Dostievski: uguale umana compassione, con l'affannosa ricerca della luce che brilla pur fra quelle tenebre. Diamo uno dei molti episodi narrati dal'archimandrita al redattore de Il pensiero cristiano, e da questi pubblicati in forma di volume.

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