Introduzione

In questa sezione si ritrovano raccolti articoli di giornali e materiali vari, come video, immagini, reportage, considerati utili per una riflessione volta ad approfondire i molteplici riflessi sul rapporto tra fede e mondo contemporaneo.

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Anno 2018/2019 - Racconti di fede

Giovanni Boccaccio (1313-1375) | Melchisedèch giudeo e il Saladino

Nato a Parigi, figlio di un mercante fiorentino e destinato al mestiere paterno, trascorse la giovinezza a Napoli fino a quando, in seguito al fallimento della casa dei Bardi di cui il padre era rappresentante, fu costretto a tornare a Firenze. Qui gli vennero affidati diversi incarichi ed ambascerie, tra le quali quella di offire una cattedra (che venne però rifiutata) al Petrarca, di cui divenne amicissimo. Tra il 1349 e il 1353 scrisse il suo capolavoro, il Decameron, raccolta di 100 novelle, di cui quella che proponiamo costituisce un sorprendete apologo sul tema del dialogo interreligioso.

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Juan Manuel (1282-1349) | Esempi del Conte Lucanor

Nato a Escalona, figlio dell'infante don Manuel e nipote di Fernando III il Santo, prese parte alle lotte del tempo di Fernando IV e di Alfonso XI ed ebbe importanti cariche. L'opera sua più notevole è il Conde Lucanor o Libro de Patronio, raccolta di 50 apologhi o racconti di tendenza moralizzante per ogni genere di situazione e condizione. Nel 1335, circa 13 anni prima della data probabile della composizione del Decameron da parte del Boccaccio, don Juan Manuel terminò questa raccolta di apologhi dal contenuto morale, capolavoro della prosa castigliana.

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Primo Levi (1919-1987) | Ottobre 1944

Primo Levi è l'autore di uno dei più celebri memoriali dedicati all'universo concentrazionario di Auschwitz, descritto con estremo realismo nel suo capolavoro: Se questo è un uomo. Il 22 Febbraio del 1944 infatti venne stipato su un treno merci insieme ad altri 600 ebrei destinati al campo di stermino di Auschwitz in Polonia, dove rimase fino al Gennaio 1945, quando il campo venne liberato da parte dell'Armata Rossa. Il viaggio di ritorno in Italia, narrato nel romanzo La tregua, sarà lungo e travagliato. L'esperienza nel campo di concentramento lo sconvolse profondamente: nel testo che proponiamo si chiede com'è possibile da parte di un internato considerarsi miracolato quando molti altri sono destinati allo sterminio.

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Oscar Wilde (1854-1900) | Il principe felice

Questo scrittore inglese - nato a Dublino, morto a Parigi - autore di poesie, di opere di teatro, di racconti e di un celebre romanzo (Il ritratto di Dorian Gray), scrisse anche una fiaba tra le più commoventi e poetiche, che ci rivela a quali culmini di bontà e di purezza sapesse ergersi un uomo che per la bizzarria della propria vita e per la rilassatezza dei costumi fu tanto discusso, conobbe l'ignominia del processo e del carcere, l'angoscia dell'esilio e una precoce vecchiaia.

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Harriet Beecher Stowe (1811-1896) | Il martirio di Tom

Nata nel Connecticut da un pastore evangelico, si diede all'insegnamento e sposò C. E. Stowe, pure pastore evangelico. Cominciò a scrivere articoli di giornale e racconti per arrotondare il magro stipendio del marito, finché tra il 1850 e il '51 compose, sulle proprie vive impressioni dell'orrenda condizione degli schiavi neri degli Stati meridionale degli USA, il libro che doveva renderla famosa: La capanna dello Zio Tom. L'opera dette fuoco alle polveri della Guerra di Secessione, che divampò negli Stati Uniti dal 1861 al '65. Nel brano, alla fuga di due schiave, si scatena la furia del loro padrone Legree, che sospetta il vecchio schiavo Tom di complicità. Lo sottopone a tortuna, ma non riesce a farlo confessare: anzi, il suo eroico comportamento commuove e redime due malvagi compagni di schiavitù.

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Alessandro Manzoni (1785-1873) | La conversione dell'Innominato

Nacque a Milano il 7 Marzo 1785 da Pietro Manzoni e Giulia Beccaria, figlia del celebre giurista. Dopo aver condotto per qualche tempo vita spensierata e brillante, raggiunse nel 1805 la madre a Parigi, dove subì l'influsso dei filosofi sensisti e razionalisti che partecipavano ai salotti animati da sua madre. Tornato a Milano nel 1807, l'anno successivo vi sposò Enrichetta Blondel, figlia di un ricco banchiere ginevrino e calvinista, con la quale tornò subito a Parigi. L'abiura del Protestantesimo da parte della moglie e le amorevoli esortazioni di alcuni amici giansenisti accelerarono il suo ritorno alla fede cattolica. La morte, avvenuta nel 1833, dell'adorata Enrichetta non fu che la prima di innumerevoli sciagure familiari, sopportate tutte con la forza che gli proveniva dalla schiettezza di quella fede da cui aveva attinto l'ispirazione anche per la grande epopea della Provvidenza, i Promessi Sposi, l'espressione più pura del suo Cristianesimo.

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Anton Paulovic Cechov (1860-1904) | Lo studente

Nato a Taganrog, si laureò in Medicina, ma esercità la professione raramente e a solo scopo umanitario. Per aiutare la famiglia che versava in condizioni disastrose cominciò presto a collaborare a giornali e riviste con racconti e novelle (la prima raccolta è del 1884), che ebbero subito un enorme successo. Condusse una vita semplice, quasi lineare. Negli ultimi anni di vita subì il fascino delle tendenze mistiche, e scrisse una lettera polemica che suscità grande scalpore tra gli amici letterati, per la maggior parte materialisti. Riportiamo una delle sue più caratteristiche novelle.

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Francois-Xavier De Maistre (1763-1852) | Il lebbroso della città d'Aosta

Entrò giovanissimo nella carriera militare, fu non solo soldato ma anche singolare scrittore. Tra i suoi racconti più significativi va annoverato Il lebbroso della città d'Aosta, la storia di un lebbroso che vive in una vecchia torre segregato da tutti - ad eccezione di un sacerdote che gli reca il conforto della religione e di un uomo che gli porta le provviste dell'ospedale, finché un giorno incontra un militare di passaggio.

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Hans Christian Andersen (1805-1875) | L'angelo

È uno dei maggiori autori di fiabe che vanti la letteratura moderna. Nato a Odensee, in Danimarca, si recò presto a Copenaghen, dove si distinse come autore di poesie, racconti, opere teatrali, e soprattutto fiabe, i cui personaggi hanno raggiunto una rinomanza mondiale per il caldo senso di umanità, la superiore ispirazione morale e la delicata vena poetica.

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Torquato Tasso (1544-1595) | La morte di Clorinda

Nato a Sorrento dal poeta Bernando Tasso e dalla nobile Porzia de' Rossi, frequentò le scuole dei gesuiti e seguì un po' dappertutto il padre. Terminati gli studi universitari fu assunto al servizio del cardinale Luigi d'Este e poi nel 1572 a quello di Alfonso II d'Este. Tuttavia, dopo che il rinnovato fervore religioso innestato nella Cattolicità dalla conclusione del Concilio di Trento aveva travolto quel clima culturale rinascimentale che era stato alla base delle corti italiane e dei papati Della Rovere, Borgia e Medici, in lui aumentarono sempre di più i dubbi sulla moralità del poema, la Gerusalemme liberata, il suo capolavoro sottoposto volontariamente alla revisione di un gruppo di censori: i primi indizi di quella pazzia che costringerà il duca a rinchiuderlo nel 1579 nell'ospedale di Sant'Anna.

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Omero (VI sec. a.C.) | Il rispetto per i morti

L'Iliade, il grande poema epico alla base della cultura classica greca, si conclude in maniera inaspettata e significativa per una storia che dovrebbe esaltare l'onore militare, il combattimento e la guerra: il protagonista Achille infatti, proprio nel momento in cui ha colto la sua vendetta per la morte dell'amico Patroclo uccidendo l'odiato Ettore, sembra comprendere l'inutilità di ogni rivalsa e apre lo spiraglio da cui si intravede un mondo nuovo. L'autore dell'Iliade nell'episodio di Achille che piange insieme a Priamo, l'anziano padre di quell'Ettore che Achille stesso ha brutalmente ucciso e mutilato, sembra mettere in discussione dall'interno ogni facile identificazione tra vittima e carnefice.

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Vyasa (1500 a.C.) | Scrupoli di coscienza sulla guerra

In India i grandi poemi epici, risalenti alla metà del secondo millennio a.C., sono influenzati profondamente dall'Induismo, che permea queste opere letterarie di divinità che interagiscono con gli uomini, mitologie, riti della religione e della società indiana. All'interno della vicenda principale - la storia di una famiglia di 5 fratelli, i Pandava (di stirpe divina), e dei loro 100 cugini, i Kaurava, in lotta tra loro - si inseriscono numerosi espiodi, che compongono un modello di comportamento etico e una risposta sapienzale a vari aspetti della vita dell'uomo: il lungo racconto si snoda affrontando argomenti teologici e filosofici. Per esempio, nel corso della lotta tra i Kaurava e i Pandava uno degli appartenenti a questo secondo ramo, Yudhisthira, sviluppa una notevole meditazione sulla guerra.

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Germaine Necker De Stael (1766-1817) | Riflessioni sulla morte

Nata a Parigi, figlia del celebre ministro francese, fu educata severamente dalla mamma, che a 11 anni la faceva già assistere alle conversazioni cui partecipavano Buffon, Grimm e altri personaggi del tempo. Sposò il barone De Stael-Holstein, che divenne poi ambasciatore a Parigi. Nel 1797, caduta in sospetto al governo rivoluzionario, fu costretta a rifugiarsi in Svizzera, dove scrisse il romanzo Corinne, che ebbe un immenso successo. In seguito alla pubblicazione dell'Allemagne, nel 1810 dovette fuggire: si recò in Russia, Svezia, Inghilterra, cospirando sempre contro la tirannide rivoluzionaria, finché, rientrata a Parigi nel 1815 dopo la caduta di Napoleone vi morì 2 anni dopo.

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San Bernardo di Chiaravalle (1091-1153) | La morte del fratello

Nato presso Digione, giovanissmo entrò nell'Ordine Cistercense (un Ordine fondato nel 1098 dall'abate Roberto di Molesme allo scopo di restituire la primitiva austerità alla regola benedettina), al quale dette un potentissimo impulso. Nel Concilio di Etampes sostenne Innocenzo II contro l'antipapa Anacleto II, e in quello tenutosi a Sens, nel 1140, ottenne la condanna di Abelardo. Per la sua grande eloquenza fu chiamato doctor mellifluus: predicò la seconda Crociata e tra i più strenui difensori del dogma. È autore di alcuni trattati teologici, di un ricchissimo epistolario e di molti sermoni.

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Victor Hugo (1802-1885) | Eroismo dell'obbedienza

Nato a Besancon, figlio e nipote di generali napoleonici, entrò nella carriera letteraria a 17 anni, subendo l'influsso di Chateaubriand e di Lamartine. Poeta, romanziere, drammaturgo, critico, giornalista, divenne ben presto il capo del romanticismo liberale. È una dele personalità più vigorose della letteratura francese e nella sua vastissima opera si riflettono le migliori aspirazioni della sua epoca. Dal maggior romanzo di Hugo, I miserabili, riportiamo due episodi tra i più penetranti e commovmenti. Nel primo Jean Valjean, il forzato uscito dal bagno penale, giunge nella casa del vescovo di Digne e vi è accolto come solo un santo può ricevere un disgraziato. Nel secondo egli deruba un essere più povero di lui ed è poi attanagliato dal rimorso.

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Anonimo (sec. XIII) | Il convito di madonna Povertà

Il Sacrum commercium Beati Francisci cum domina Pauperate è, molto probabilmente, il primo libro francescano (i più autorevoli codici recano la data del Luglio 1227). Fu attribuito a Giovanni Parenti, a Giovanni da Parma, a Giovanni Peckam, ma l'autore più attendibile - secondo il Cosmo - è "quel Cesario che per la sua dottrina ebbe da Francesco l'incarico di adornare di autorità la Regola quale si era venuta formando tra l'approvazione orale di Innocenzo III e il capitolo del 1221". Di questa incantevole allegoria (il Commercium, osserva ancora il Cosmo, è un compimento della Regola in quanto insegna per immagini quelo che la Regola prescrive per formule) riportiamo la parte più bella, quella che si potrebbe veramente definire la chiave di volta della primitiva idealità francescana.

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Anonimo (sec. XIV) | Il lupo d'Agobio

Un anonimo frate francescano, nella seconda metà del Trecento, tradusse in volgare alcuni capitoli degli Atti di san Francesco e dei suoi compagni , apparsi in lingua latina all'inizio di quel secolo e nei quali era conservato il meglio della tradizione orale dei fatti che si riferivano al Santo di Assisi ed ai suoi primi compagni. La scelta, o florilegio, diede il nome di Fioretti alla raccolta che traduce la cronaca in pura poesia. Disse Francesco Flora che la letteratura italiana possiede libri più grandi ma nessuno più caro alla nostra anima.

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Ivan Serghievic Turgheniev (1818-1883) | L'elemosina - Il mendicante

Nato a Orel da nobile famiglia decaduta, studiò a Mosca, Pietroburgo e Berlino. Dopo alcune liriche, poemetti e scene drammatiche, si affermò con i racconti riuniti sotto il titolo di Memorie di un cacciatore, che ebbero anche una notevole importanza sociale. Scrisse in seguito vari romanzi (tra cui il famoso Padri e figli), molti altri racconti, e nel 1878 alcune Poesie in prosa.

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Pedro De Rivadeneira (1527-1611) | Vocazione di Sant'Ignazio

Nacque a Toledo. Recatosi a Roma al servizio del cardinale Farnese, vi conobbe Ignazio di Loyola. Entrò a far parte della Compagnia di Gesù nel settembre 1540, quando ancora non era stata approvata dal pontefice Paolo III Farnese. Fu per un certo tempo segretario del Loyola, il quale amava confidarsi con lui. Viaggiò per l'Europa. Ebbe varie cariche nella Compagnia di Gesù. Sue opere principali: ida de san Ignacio de Loyola, Vida de san Francisco de Borgia, Flos Sanctorum, Historia del cisma de Inglaterra, Tratado de la tribulacion.

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Luigi Pirandello (1867-1936) | Padron Dio

Nato ad Agrigento, laureatosi in Lettere all'Università di Roma, lavorò per la scuola media e per i giornali sotto il pungolo del bisogno. Solo tardi, quasi quarantenne, lo raggiunse la notorietà, dopo i suoi primi romanzi e libri di novelle. Ma la fama, anche internazionale, egli doveva conoscere dopo la sua fortunata e abbondante produzione teatrale. Ebbe il Premio Nobel per la Letteratura (1934). Morì a Roma, desiderando funerali di francescana umiltà. La sua forte ed originale personalità artistica si manifesta in modo particolare nelle novelle, che compose in gran numero, nutrite di una singolare conoscenza dell'umanità, di un senso tragico, che ha sovente del religioso, come in quella che proponiamo.

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Anatole France (1844-1924) | Il giocoliere della Madonna

Francois-Anatole Thibault, che trasse lo pseudonimo Anatole France dalla pronuncia angioina del proprio primo nome, nacque a Parigi e fin da giovane visse nel mondo dei letterati e dei libri. Scrittore versatile di romanzi, novelle, saggi letterari, per le sue tendenze umanitarie e il suo spirito caustico, la cura dello stile, fu ritenuto continuatore dell'Illuminismo settecentesco. Egli subì l'influsso razionalista della Terza Repubblica, eppure attraverso le vie della commozione lirica egli conobbe momenti di schiettà spiritualità, come nel racconto che pubblichiamo, in cui è delicatamente rivissuta una vecchia leggenda medioevale.

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Archimandrita Spiridione (sec. XIX) | Il maestro ai lavori forzati

Nel Gennaio 1916 cominciò a pubblicarsi a Kiev una rivista mensile (Il pensiero cristiano), coraggiosa, aperta alle migliori ricerche religiose, a cui collaboravano non solo gente di chiesa, ma anche filosofi, storici, scrittori. Essa cessò le pubblicazioni dopo meno di due anni, ma nel frattempo aveva presentato un documento di eccezionale interesse: le memorie dell'archimandrita Spiridione. Nato nel 1875, figlio di poveri contadini, dopo aver peregrinato attraverso la Russia, la Turchia, visitati i monaci del Monte Athos, divenne sacerdote e fu inviato in missione fra gli indigeni, che ancora vivono in certe parti della Siberia, presso i detenuti della prigione di Cita ed i forzati del bagno penale di Nercinsk. I racconti che egli fa di quel mondo di dannati possono ben star a pari delle Memorie di una casa morta di Dostievski: uguale umana compassione, con l'affannosa ricerca della luce che brilla pur fra quelle tenebre. Diamo uno dei molti episodi narrati dal'archimandrita al redattore de Il pensiero cristiano, e da questi pubblicati in forma di volume.

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